La mia 40ena

AB64B706-BCC6-4480-815C-9662EB5A80E2
Sento che devo specificare lo scarabeo: c’è stata un’infestazione di scarafaggi nel mio condominio e quindi automaticamente in casa mia. Diciamo che loro non hanno rispettato il distanziamento sociale.

Cinema

Mi piace tanto andare al cinema. Mi piace il cinema in senso generale, non solo il posto, ma andare in sala, sedersi sulle poltrone sempre un po’ sgualcite e sentire l’odore di popcorn mi dà un certo senso di pace che non fa mai male.

Mi piace discutere con i miei amici del film all’uscita ma causa un (credo) latente OCD preferisco andare da sola perché non posso sopportare i tic degli altri, per esempio un’amica di fianco a me che durante il film si mangia le unghie.

Incubo.

L’ultima volta che sono andata da sola al cinema sono andata in questo piccolo cinema della città in cui studio: da quando sono qui ho riscoperto i posti “privati”, niente TheSpace, UCI cinema, Mondadori o Feltrinelli. Questo cinema si trova vicino al porto e di fronte ci sono delle panchine che danno sul mare e sulle montagne allo stesso tempo.

Dicevo: l’ultima volta sono andata in questo cinema a vedere “Apocalypse Now Final Cut”, era l’unico cinema che lo dava e lo avevo visto due anni fa al liceo ma questa versione aveva delle scene aggiunte da Coppola in occasione dei 40 anni dall’uscita del film.

Su Facebook avevo letto che sarebbe durato oltre tre ore quindi avevo deciso di andare da sola per evitare qualsiasi disturbo alla mia debole infermità mentale.

 

Ecco la mia amica che si gode tranquillamente il film

Se non che dietro di me si siede una coppia di cinquantenni, non ho ancora ben capito se fossero sposati o si conoscessero da poco, apparentemente innocua. Appena si spengono le luci e comincia il film l’uomo della coppia comincia a bisbigliare ogni rumore e battuta degli attori per la prima mezz’ora, anticipando a volte anche le scene che sarebbero seguite dopo.

Io nella mia testa ero circa così:

See the source image

Dalla donna non arrivava quasi nessun rumore, tanto che avevo cominciato a pensare fosse caduta in uno stato catatonico per sopportare i suoi commenti, e in quel caso l’avrei imitata immediatamente. Lui continuava a spiegarle le scene, che non l’aveva mai visto, ma lei non dava nessun segno di reazione o di interesse oltre ad alcuni “Sì” “Ah”, tanto che a un certo punto mi è dispiaciuto per l’uomo-spoiler, che avendo visto che non c’era nessun riscontro, si è zittito per le due ore consecutive.

Mi sarei voluta girare e dirgli “Guarda, posso venire io la prossima volta con te al cinema, possiamo parlare del film quanto vuoi, basta che in sala stiamo seduti ad almeno 5 file di distanza, non sei tu sono io”.

 

FATE come volete

 

Le-fate-ignoranti-gazometro

Quando ero piccola leggevo tanti libri e spesso ne pescavo una dalla libreria in soggiorno quando non sapevo più cosa leggere. Mi ricordo che una mattina ho preso “La Fata Carabina” senza sapere di cosa parlava e in realtà senza poi neanche leggerlo: quando mia mamma l’ha trovato nella cartella si è stupita e poi messa a ridere perché non era ancora un libro adatto a me, ma io ero solo rimasta affascinata dalla copertina dell’edizione che avevamo. Non so perché ma ho sempre collegato quel libro al film “Le Fate Ignoranti”, nel senso li associo per nome, ma quando poi ho avuto l’età per leggere il libro e poi qualche mese fa ho guardato il film, ho capito che non avevano niente in comune se non quello, il nome (circa).

“Che stupidi che siamo: quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. A volte la vita ci scorre davanti e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.”

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini

Milano 

Se mi chiedono dove abito io rispondo: Milano. Non è del tutto vero, perché non abito a MilanoMilano ma in periferia, e mi accontento così, un intermezzo tra la campagna e la città. Se mi chiedono dove esco il sabato rispondo “Navigli, se ho il passaggio” rifletto “passiamo dai cinesi in corso San Gottardo o sostiamo alle Fontanelle, e poi stiamo in Colonne o in Darsena, dipende da come ci gira. Se vogliamo fare le cose in grande magari andiamo in corso Como, ai giardini di Porta Venezia, oppure dalle Colonne passeggiamo e arriviamo in Duomo, però dipende dalla media del tasso alcolico del gruppo e a che ora c’è il passaggio al ritorno, perché mica ho già la patente, sono minorenne e i miei il motorino non me l’hanno mai fatto fare”. Se mi chiedono la città in cui vorrei vivere rispondo che resterei in quella in cui vivo ora, Milano, che mi da tantissime soddisfazioni ed idee. Milano è una città dinamica, per davvero però, perché se non guardi bene da entrambi i lati della strada rischi di restarci secco. E’ una città piena di angoli nascosti, che gli stessi milanesi, forse troppo abituati alla metropoli, non riescono a scoprire; infatti è lì che il cosiddetto “Milanese Imbruttito” deve farsi da parte e lasciare spazio al turista curioso. Se mi chiedono la mia stagione preferita io rispondo senza esitazioni che è l’inverno, perché mi piace quando il sole cala presto e quando fa freddo, e infatti chiudendo gli occhi me la immagino la mia Milano d’inverno, bellissima e grigia, con quell’odore di cemento che si respira anche dalle finestre della mia aula scolastica; la mia mente torna al 19 Dicembre 2013, quando, appena uscita dalla Fnac in via Torino, che ora è stata sostituita dalla Trony, si mise a piovere: erano appena le 17.30 ma c’era buio pesto, si vedevano solo le luci delle macchine e dei negozi, e l’odore di cemento si mischiava a quello della pioggia. Anche d’estate, comunque, Milano è bella da morire, mi piacciono particolarmente i giardini, verdi e fiorenti, e soprattutto il parco Sempione, perché passando dalla fontana e dall’entrata del Castello Sforzesco si arriva nel cuore di Milano, un melting pot di cittadini, turisti e “vucumprà”. Milano non fa per tutti,  lo ammetto, ma fortunatamente fa per me.

Italia – Germania 

Ieri sera ho guardato la mia prima vera partita di calcio, e diciamocelo ho portato anche un po’ sfiga, e ho realizzato di provare un amore platonico, viscerale ed inspiegabile per Gigi Buffon. 

Aggiornamento: su Facebook ho trovato un video di lui che ieri sera, dopo la partita persa, piange in un intervista e la voglia di abbracciarlo è proprio salita alle stelle.

168 hours

Ciao! Oggi mi è venuta voglia di scrivere e condiserata la lunga assenza mi sono detta “perché no?”. Stasera farò il mio saggio finale di danza classica e sono un po’ in ansia, perché il pezzo che ballo lo ballo da sola. Nonostante ciò so che mi divertirò, il tema del saggio è Pagemaster, sì, il film. Che c’entra con la danza classica? Proprio niente, ma andatelo a dire alla mia maestra! Sabato sera mi son divertita molto perché sono andata ai giardini pubblici Indro Montanelli, quelli di porta Venezia insomma, e ho assistito agggratis a un concerto di Fabri Fibra e Marracash, very very nice apparte per la fattanza sudata, ma si poteva sopportare. Questi sono gli ultimi giorni di terza liceo, tra poco finisce la scuola, e una cosa che mi mancherà sarà la mia aula perché ho avuto per tutto l’anno il posto vicino alla finestra, ed era rilassante, nei momenti di noia, vedere le persone andare e venire nel parcheggio della scuola. L’11 Giugno parto con i miei amici e andiamo una settimana in Toscana in una casa sul mare. 9 adolescenti da soli in una casa: so già che sarà estenuante ma bellissimo. Mi ritrovo spesso, ultimamente, a pensare all’università e alla malinconia che mi verrà a dover lasciare i miei amici, la mia scuola e la mia vita da studentessa che non si deve ancora preoccupare del suo futuro. D’altra parte, invece, non vedo l’ora di andare all’università o lavorare per essere finalmente indipendente e staccarmi da quello e coloro a cui sono abituata. Per ora, però, non voglio pensare ad altro che a vivere il momento che sto vivendo, bello o brutto che sia, con le persone che mi stanno intorno. Il 5 Luglio (ehi Giulia!!! 18!!!) parto con mia mamma per un paese vicino a Barcellona, Santa Susanna, non vedo l’ora!

Non so bene cosa debba essere questo articolo ma volevo mettere in chiaro, nella mia mente, alcuni pensieri e situazioni. Sto preparando un testo su Milano, la mia città, spero di pubblicarlo prima di partire e spero che vi piaccia.

Benedicte

snoopy-riposa-questo-pomeriggio