FATE come volete

 

Le-fate-ignoranti-gazometro

Quando ero piccola leggevo tanti libri e spesso ne pescavo una dalla libreria in soggiorno quando non sapevo più cosa leggere. Mi ricordo che una mattina ho preso “La Fata Carabina” senza sapere di cosa parlava e in realtà senza poi neanche leggerlo: quando mia mamma l’ha trovato nella cartella si è stupita e poi messa a ridere perché non era ancora un libro adatto a me, ma io ero solo rimasta affascinata dalla copertina dell’edizione che avevamo. Non so perché ma ho sempre collegato quel libro al film “Le Fate Ignoranti”, nel senso li associo per nome, ma quando poi ho avuto l’età per leggere il libro e poi qualche mese fa ho guardato il film, ho capito che non avevano niente in comune se non quello, il nome (circa).

“Che stupidi che siamo: quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. A volte la vita ci scorre davanti e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.”

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini

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