La pioggia mi piace, però…

L’altro giorno a scuola eravamo in aula video perché la nostra prof voleva farci vedere dei video su Amburgo, dato che in stage andremo a Brema e faremo una gita di un giorno anche ad Amburgo. Immaginatevi: fuori il cielo è grigio, con una pioggerellina costante, e anche Amburgo, nel video, ha un cielo grigio e cupo. Volto la testa verso il muro dell’aula e vedo un poster dell’isola di Rodi, con le caratteristiche casette bianche e blu, il mare azzurro e il cielo limpido. Quasi quasi comincio a studiare il greco.

DI SOLITO mi ricordo i compleanni

Oh cavolo! Quello che ho sussurrato oggi quando ho scoperto che ieri facevo 2 anni qua su WordPress! Ok potrà sembrare drastico, però a me piace festeggiare le ricorrenze, e mi da’ fastidio il fatto che io l’abbia dimenticato! Due anni fa andavo in 3^ media (*leva la lacrimuccia che scende dall’occhio*), e probabilmente a quest’ora giocavo a dei giochi su internet o ero stravaccata sul letto a non fare niente: non sono cambiate molte cose da allora! Ora, invece, sono in 2^ superiore, e, da ragazza matura, faccio i compiti. Che non ho fatto per 15 giorni di vacanza. Forse è meglio dire “da ragazza procrastinatrice matura”, che sembra che la procrastinazione sia matura in me (ve lo giuro che non sono ubriaca o drogata, è solo che domani ricomincia la scuola e io non voglio andarciii). Che poi, vi sembra normale, come compito di scienze per le vacanze, assegnarci un elemento a testa e farci scrivere una storia su di esso??? Bè a me no, però sono lo stesso qui a scrivere la storia sul Potassio che mangia banane e che incontra Cloruro e che si innamora, liberandosi dalla sua routine quotidiana. Si “insaporiscono” la vita a vicenda. (Capita? Perché il cloruro di potassio diventa un tipo di sale!).

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Lo so che la lettera del potassio è la K e del cloruro… Non lo so però dai! lei ha le ciglia! Dovrei mettere l’immagine nella storia? Io mi sa che la metto!

Alla prossima!

 

Come da routine (sogni killer e SCUOLA) ((che poi sono la stessa cosa))

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Voglia di scrivere irrefrenabile negli ultimi giorni!

Come si può leggere dal titolo, la scorsa notte ho fatto un sogno alquanto strano: mi trovavo nel mio paese, davanti alla cartoleria, insieme alle mie amiche delle medie e ai ragazzi di quinta del mio liceo ( 😉 ); ad un certo punto io e una mia amica ci rincorrevamo e io prendevo così seriamente la cosa che scappavo lontano da loro e arrivavo, appunto, davanti alla casa alla fine della mia via, dove abita questa graziosa vecchina, che nonostante sappia che il prato davanti a casa sua non è di sua proprietà, ogni santissima volta che ci passi sopra, perché per andare nei giardini dietro le case è indispensabile, lei ti fissa dalla finestra e poi ti urla dietro.

Comunque.

Io entravo in casa sua, che sembrava molto accogliente, e lei mi dava da mangiare. Poi mi portava in una stanzetta e io ero molto ansiosa, e poi lei diceva ‘Aspetta che vado a prendere la motosega!’ .

Non potete capire come fossi terrorizzata, sentivo che non lo ero solo ne sogno, lo ero davvero! Allora prendo e riesco a scappare e salgo su un autobus, scoprendo poi che una mia amica  molto tranquilla fosse una stronza nel sogno.

Sarà forse stato a causa di Shining o la ripassata delle lezioni storia prima di andare a dormire? ZANZANZAAAN.

Sono un po’ in ansia per l’imminente pagella, sapete? Tutta la mia classe lo è, e penso sia normale. (se ve lo state chiedendo vado in prima liceo linguistico). Lo ammetto, cioè di cui ho più paura è il voto orale di tedesco, dove ho un 6 striminzito; di sicuro potrò migliorarlo, perché con questa prof. le verifiche non mancano di certo (dovete sapere che le verifiche a sorpresa le mette nell’orale), però un mese è troppo poco… Questa stupida idea di dividere in trimestre e pentamestre!

Per il resto i voti sono tutti buoni, e vado fiera del mio 9 in francese, sezione orale 😀 Oramai il pensiero della scuola è onnipresente, e la cosa strana è che ci ho fatto l’abitudine. La scuola che frequento mi piace molto, i prof. sono molto bravi, soprattutto quelli di lingue, anche se alcuni insopportabili… E sono sempre più sicura che questo sia il mio giusto indirizzo scolastico.

(fu così che dopo 2 mesi cambiò scuola)

bye

Scuola, esami e, cavolo, leggi almeno ‘The Help’!

Dato che è da un sacco che non scrivo niente, e ho un sacco di idee ma mai la voglia il tempo di scriverle, anche su un foglio della carta igienica mentre sono alla toilette, oggi mi sono costretta a postare, altrimenti (perché so che vi interessa) vi chiederete dove sia andata a finire. Ebbene, dato che ultimamente io ed i miei coetanei soffriamo dell’ansia da esami, mi sono riproposta di notare alcune carine osservazioni, riguardanti i voti, gli imminenti esami e quant’altro.

– Nonostante tutti stiano calando di media scolastica (ahimè prevedo una possibile insufficienza nell’amata materia che è scienze), quando una persona che non si impegna/crocetta e scrive risposte a caso/prende sempre voti bassi, riceve un bel voto, la classe diventa immediatamente una festa di famiglia. Vi spiego: l’individuo si avvia alla cattedra, con al seguito gli auguri più sinceri dai suoi amici, e prende la verifica dalle mani della prof., che non si lascia scappare neanche un’espressione, manco avesse fatto il lifting. Si risiede al suo banco e apre la verifica: UN BEL VOTO! L’individuo salta peggio di un canguro, abbraccia i suoi amici, passa a battere il cinque, si commuove, cose che neanche chi riceve l’Oscar più immaginare. E la bellissima (che poi magari è anche un miseretto 6) verifica verrà incorniciata in casa, e quando la madre le passerà affianco, dovrà sempre trattenersi dal piangere. (Un po’ troppo esagerata?)

– Di questa ne sono partecipe. Ognuno deve preparare il suo argomento d’esame; io ho abbozzato il mio esame sul razzismo (devo trovare un bel titolo, pensavo: ‘Riscattarsi Nella Storia’. Vi chiederò aiuto in futuro, c’è ancora tempo per i miei post angoscianti prima degli esami). Fattosta che una mia compagna porta anche lei un argomento simile al mio ,e fin qui niente di male, può capitare, siamo  27 in classe. Mi chiede la mia mappa concettuale, gliela do e lei mi da la sua. APRITI CIELO! Sbotta subito con un ‘Anche io potrei portare il libro The Help!’ (che non ha mai letto). Lì mi infurio un sacco, perché era l’unico libro che nessuno conosceva. Allora le spiego gentilmente che preferirei se lei tenesse il suo di libro che voleva portare, e lei mi risponde che sua mamma lo sta leggendo, e che Barack Obama lo ha consigliato nei 50 libri da leggere. Sinceramente, non mi interessa particolarmente dei libri che legge Obama (Anche se sarà nella mia tesina. Ciao Obama!). E lei se ne va. Oggi la prof. ci dice che dobbiamo portare anche un argomento di riserva (tanto per dirvelo i miei sono la droga, il cinema e la mafia). E indovinate cosa vuole fare la simpaticona? La mafia, che era uno dei tre argomenti che mi interessava di più. Giuro che un giorno di questi la faccio fuori!

E non solo io sono paranoica a sentirmi sempre come in Pretty Little Liars, come se qualcuno mi stesse osservando per captare i miei argomenti di esami. E voi come vi sentite quando dovete affrontare qualcosa di importante? E se qualcuno vi mette i bastoni fra le ruote?

Il cioccolato compensa.

tumblr_mg5uhhlLrj1rmudu0o1_1280Se pensate che sia troppo piccola, chiudete questo post. Perché parla d’amore. Inizio col dire che sono la persona più inesperta che ci sia al mondo nell’argomento ‘amore’. Non so che cosa si dovrebbe provare guardando il ragazzo che si piace. O forse sì? Ultimamente c’è un ragazzo che ha tutte le mie attenzioni, e questo mi stupisce anche perché in ‘amore’ sono molto cinica. Ma non saprei neanche che dirgli. Proprio l’altro giorno ero seduta su questo in palestra, durante l’ora di ginnastica, ed ero ad un palmo di naso da due miei compagni, che chiameremo Capellona e Capellone (molta originalità e serietà), mentre loro si davano un gran da fare nel baciarsi focosamente e slinguazzandosi (si può dire?), non dando per niente conto (e ci credo: quanta attenzione ci deve essere nel baciarsi in un modo così… impetuoso?) a me, che allungando un braccio, potevo far parte del loro scambi di saliva.

Ma nonostante la mia accurata descrizione del Bacio, un altro fatto mi ha colpito molto. Ho scoperto che una ragazzina del mio stesso anno, che veniva alle elementari con noi, ha già avuto un rapporto sessuale. E sono quasi l’unica ad esserci rimasta male. E mi stupisco anche un po’: proprio io, io che avrei voluto vivere negli anni ’60 per essere un hippie, fumare, e fare la bella vita, godersela, si scandalizza di fronte a ciò. Ammettiamolo, ragione ho ragione, quando mai una bambina (perché siamo questo) ha il suo primo rapporto a 13 anni? (io ne ho 14, ma sono nata a febbraio). Ricordiamo, però, che in tempi più lontani, a questa età le ragazzine erano già maritate ed avevano un figlio.

Voi che ne pensate? Perché non ho mai richiesto davvero la vostra opinione, lettori (se ci siete), ma ora ne ho bisogno, poiché non riesco a confrontarmi con i miei compagni.

Aspetto. Non mi sembra di essere in grado di fare un Bacio come quello dei due Capelloni, e men che meno di avere già un rapporto. Possibile che si abbia così tanta voglia di crescere? Vivi gli anni che hai, non torneranno indietro. Preferisco aspettare nel più tipico degli stereotipi, circondata da gatti, amando il loro piccolo cuore felino. Faccio forse male?

Edems nel paese delle invalsi.

Tempi or sono, Edems era un piccola ragazzuola ingenua. Le piaceva raccogliere fiori e far svolazzare al vento i suoi capelli biondi. Era davvero una ragazza intelligente, ma così lontana dal futuro, cosa volete che siano 14 anni di esistenza? Ma un bel giorno la prof. di matematica disse: “Prepariamoci per gli esami!”. E fu lì, che i fiori appassirono, e i capelli non svolazzarono più.

E’ verosimile a quello che è successo nella mie mente. Gli esami (seppur di terza media), erano un problema lontano anni miglia, ma quando la nostra prof. ce li ha ricordati, su ogni faccia, e soprattutto sulla mia, si è dipinta una maschera di incredulità. Di già? E non è che non ce l’abbiano ricordato dall’inizio dell’anno, ma quando ho versato i soldi per comprare l’eserciziario delle prove invalsi, mi sentivo già adulta. E il fatto è che non lo sono. Dopo andrò alle superiori e dopo ancora all’università. E poi? Non so
cosa aspettarmi. E poi io sono maledettamente timida. Non ce la faccio a stare davanti ai miei insegnanti, io, piccola e minuta su un banco altrettanto piccolo, mentre loro, con gli occhi assetati di insufficienze, giudicheranno il mio lavoro. Non posso. Esagero un po’? Probabilmente sì. Ma non voglio crescere.

Lasciatemi ancora raccogliere fiori e far svolazzare i capelli.

Oche con le scarpe.

Nella mia classe siamo 27 e i banchi sono disposti 4 a 4. Io sono l’unica sfigata che sta nella fila da 5 e quindi sono nell’angolo remoto della classe, cosa strana dato che sono una delle più basse della classe, e cosa che incrementa la mio miopia. Ebbene sì, ho scoperto di essere miope e certo non avere ancora gli occhiali e stare nell’angolo più lontano della classe non mi aiuta.

Ma oltre questo, ho vicino una demente. O meglio, non so se lei sa di esserlo, non penso proprio, perchè ogni volta che faccio una battuta sarcastica raffinata (perchè ovviamente le faccio (?)) lei si limita a sorridere, segnale evidente che non ha capito la battuta. Tornando a noi, io la conosco dalla prima media e il fato vuole che sin dalla prima io e lei facessimo tute le ricerche insieme. TUTTE. All’inizio volevo esserle amica, perchè era una delle più ‘popolari’ (ero una bambina piccola ed ingenua). Poi verso la seconda ho capito che M. era una deficiente patentata, e la voglia di esserle amica non superava quella di fare un bagno ghiacciato in Gennaio. Adesso che siamo vicine di banco, lei continua a parlarmi di tutto e di più. Ma soprattutto di scarpe. Nella sua vita precedente doveva essere una calzolaia, perchè sembra che sappia tutto sulle scarpe degli altri. Ma soprattutto sa criticare. “Oddio! Hai visto le scarpe di Pincopallino? Coi tacchi a 13 anni?” parla quella che si mette i leggins con una maglietta striminzita e le si vede tutto il culo. “Ma ti pare che Genoveffa deve mettere quelle scarpe? Sono vecchie!” e sono semplicemente diverse dalle sue. I genitori dovrebbero lasciarle un solo paio di scarpe malconcio, così poi vede se quelle degli altri sono brutte o se pensa prima di criticare.

Il punto è che lei pensa di essere originale. Pensa di avere vestiti unici e di avere un carattere che tutti vorrebbero. Ma lei non è così. E’ omologata alla massa. Ora, non voglio dire che io sia la rappresentazione fatta persona dell’alternatività, ma almeno cerco di essere me stessa. E quando la guardo mi ripeto che mai vorrei essere come lei, con i vestiti che tutti portano o le scarpe che tutti hanno. Con i vestiti sempre di una certa marca o con il cellulare uguale alle altre.

Anche io critico, ma le mie critiche (quasi sempre) sono fondate. Lei lo fa tanto per far prendere aria alla bocca. E poi proprio non critico tutti su tutto. Insomma, dai, non voglio passare la mia esistenza a criticare gli altri, ho ben altro da fare.

Tipo leggere.