Milano 

Se mi chiedono dove abito io rispondo: Milano. Non è del tutto vero, perché non abito a MilanoMilano, come si suol dire, ma in periferia, e mi accontento così, un intermezzo tra la campagna e la città. Se mi chiedono dove esco il sabato rispondo “Navigli, se ho il passaggio” rifletto “passiamo dai cinesi in corso San Gottardo o sostiamo alle Fontanelle, e poi stiamo in Colonne o in Darsena, dipende da come ci gira. Se vogliamo fare le cose in grande magari andiamo in corso Como, ai giardini di Porta Venezia, oppure dalle Colonne passeggiamo e arriviamo in Duomo, però dipende dalla media del tasso alcolico del gruppo e a che ora c’è il passaggio al ritorno, perché mica ho già la patente, sono minorenne eh”. Se mi chiedono la città in cui vorrei vivere rispondo che resterei in quella in cui vivo ora, Milano, che mi da tantissime soddisfazioni ed idee. Milano è una città dinamica, per davvero però, perché se non guardi bene da entrambi i lati della strada rischi di restarci secco. E’ una città piena di angoli nascosti, che gli stessi milanesi, forse troppo abituati alla metropoli, non riescono a scoprire; infatti è lì che il cosiddetto “Milanese Imbruttito” deve farsi da parte e lasciare spazio al turista curioso. Se mi chiedono la mia stagione preferita io rispondo senza esitazioni che è l’inverno, perché mi piace quando il sole cala presto e quando fa freddo, e infatti chiudendo gli occhi me la immagino la mia Milano d’inverno, bellissima e grigia, con quell’odore di cemento che si respira anche dalle finestre della mia aula scolastica; la mia mente torna al 19 Dicembre 2013, quando, appena uscita dalla Fnac in via Torino, che ora è stata sostituita dalla Trony, si mise a piovere: erano appena le 17.30 ma c’era buio pesto, si vedevano solo le luci delle macchine e dei negozi, e l’odore di cemento si mischiava a quello della pioggia. Anche d’estate, comunque, Milano è bella da morire, mi piacciono particolarmente i giardini, verdi e fiorenti, e soprattutto il parco Sempione, perché passando dalla fontana e dall’entrata del Castello Sforzesco si arriva nel cuore di Milano, un melting pot di cittadini, turisti e “vucumprà”. Milano non fa per tutti,  lo ammetto, ma fortunatamente fa per me.

Libri e gif sconce

Della serie “a volte ritornano” (ok, non sono abituata ad usare questi “””slang”””, sarà giusto mettere le virgolette?). Rettifico: della serie “a volte ritornano, probabilmente indesiderati e pure con un post insulso!”. HOLAAA! Buon 2016 e buon 4 Gennaio. Come va? Ho cambiato il blog, proprio 10 minuti fa (10 minuti si fa per dire, ho dovuto cercare il tema giusto per poi abbandonarlo perché la scritta del blog non mi ci stava, allora ho ripiegato su questo, poveretto). Io penso sia un po’ più professionale e minimal, mi piace tanto tanto! Ho aggiunto anche alcune gif, la mia preferita è quella di Lisa! (Un consiglio: non cercate mai e poi mai ‘gif’ su tumblr, perché vedrete più culi, tette e peni di quanti ne abbiate mai visti, davvero, non fatelo).

Tra 3 giorni torno a scuola e, hey, che novità, non ho ancora iniziato finito i compiti. C’est la vie. E quest’anno ho un acerrimo nemico: FISICA!!! La odio, non la capisco, cerco di capirla, piango, penso di averla capita, faccio la verifica e prendo 5 (se mi va di culo!). C’est la vie 2.0.

Mi sono imposta anche una piccola “challenge”, per essere moderni, una sfida, che consiste nel leggere almeno 30 libri nel 2016. Alcuni di voi penseranno “Così pochi?” e magari altri “Così tanti?”, ma per me è il numero giusto per ricominciare a leggere. Quando ero piccola, infatti, divoravo libri, ne leggevo tantissimi, anche più alla volta tanto non riuscivo a lasciarne uno da parte e a non cominciarne un altro. Purtroppo crescendo ho perso quest’abitudine, ma ho deciso di riprenderla, e non leggerò solo i libri che mi consiglia mia mamma ma andrò in libreria e sceglierò quelli che mi piacciono (anche se devo ammettere che non è mai stata una buona idea. Una volta ho preso “La mia famiglia e altri animali” di  Gerald Durrell, e l’ho lasciato lì dopo poche pagine ((ammetto che mi stufo facilmente)), e un’altra volta ho preso “Veronika decide di morire” di Paulo Coelho, del quale avevo già provato a leggere “L’Alchimista”, e neanche quello mi è piaciuto molto, anche se “Veronika decide di morire” l’ho finito). Pensavo di fare magari alcuni post sui libri, per dirvi che cosa ho intenzione di leggere e che cosa sto leggendo, ma soprattutto per avere dei vostri consigli, sui libri e non solo!

Bene, per oggi è tutto, a presto (stavolta ci provo davvero!) ((anche se scrivere prima che ricominci la scuola non è stata una buona idea ahaha))

Benedicte

Un post su Oriana Fallaci (circa)

L’altra sera, sotto consiglio di una mia compagna di classe, ho guardato in TV la seconda parte di un film-documentario su Oriana Fallaci, “L’Oriana”. Poi ho anche visto, su internet, la prima parte.

Io di Oriana Fallaci avevo sentito solo il nome, per di più me n’ero ricordata pochi giorni prima, mentre aiutavo mia madre a mettere a posto la libreria in soggiorno. E poi il caso! Molte volte, infatti, sento la stessa parola o lo stesso argomento per più giorni di seguito, stranamente.

Comunque.

Ho visto il documentario e ho cominciato a fare delle ricerche, trovando le solite informazioni, data di nascita, infanzia, famigliari… Però io volevo sapere di più! Volevo leggere i suoi articoli e le sue interviste, che qualcuno di cui ho dimenticato il nome diceva che le domande erano più interessanti delle risposte. Ho letto delle sue delle sue opinioni sulla politica, quando era di sinistra e quando, dopo la rabbia e l’orgoglio, è stata additata come razzista e decretata di destra. Ho letto di tutti i posti che ha visitato, il Vietnam nel ’68, il Messico, la Grecia dei colonnelli, lo sbarco sulla luna (lei ovviamente non c’era, ma ha passato molto tempo con gli astronauti), l’intervista con Khomeini. E i libri! E gli articoli!

Io sono rimasta affascinata da lei e dalla sua vita, una vita così avventurosa e movimentata di una persona così forte e acculturata. E sapete una cosa? Mi è venuta voglia ora, come non mai, di scrivere. Sarà il suo personaggio che mi ha affascinato e, si sa, che “gli adolescenti cercano qualcuno da seguire e a cui assomigliare” ma a me è venuta una voglia matta di scrivere tutto quello che penso, di scrivere la verità e di non avere paura del giudizio degli altri!

Mi sono anche informata su come diventare giornalista, so che è frettoloso e che, conoscendomi, questa passione scemerà piano piano. E, ovviamente, ho trovato la risposta più ovvia: per fare la giornalista devi avere tanta passione (e anche tanta raccomandazione, scriveva uno). E io ce l’ho? Certo che ce l’ho! Voglio fare sapere a tutti la verità, o comunque come la penso io. Cercando e cercando è venuto fuori che diventare giornalista (affermato poi) è molto difficile, perché in questi anni ce ne sono già molti, che come ben sappiamo, finiranno di lavorare molto molto tardi. E allora un po’ mi sono scoraggiata, perché (già da piccola) ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto diventare giornalista; così ho ripensato ad altri lavori che mi piacerebbe fare, ovvero l’interprete o la traduttrice. E mi è diventata ovvia una cosa che, nella mia mente, già sapevo: io voglio viaggiare! Io voglio viaggiare in lungo e in largo, conoscere tanta gente, sapere le loro storie e vedere tanti posti! (Forse  è grazie a mia madre che ho questa passione per i viaggi e per il mondo, come anche la passione per la lettura). Io vorrei davvero esaudire questa mia priorità, perché è una priorità per me.

Intanto leggo “Se il sole muore”, sperando di visitare almeno la metà dei posti che ha visitato lei e di vivere almeno metà delle esperienze che ha vissuto lei.

ORIANA FALLACI E' MORTA A FIRENZE

Margherita Dolcevita, peso più in mutande che vestita

– E ci sono periodi molto maperò nella vita. Il fiume degli eventi ristagna e non si sa quale direzione prenderà, e andiamo alla deriva in acque torbide. Poi l’acqua diventa limpida, il torrente scorre, e tutto torna trasparente.

– Allora io raccolgo i chilometri di pellicola della mia vita, mi ci avvolgo come nelle spire di un serpente e alla fine trovo quel pezzo di racconto. Cerco di togliere via il troppo dolore, e la futilità, e i particolari superflui, tanto so che torneranno poco alla volta.

– Dobbiamo chiudere gli occhi? Dobbiamo perdonare, poiché ognuno vive di briciole? Dobbiamo pensare che tutto ciò che ci tormenta è ben piccola cosa visto dalle lontanissime stelle, Altazor, Grapatax, Mab, Zelda e Dandelion? Oppure, proprio perché siamo piccola cosa, dobbiamo combattere per la nostra briciola di giustizia, o le stelle crolleranno?

– Ma quando dormiamo siamo tutti uguali, morfeonauti inermi nel colorato gorgo, e non conta cosa si sogna, se no saremmo tutti in galera. E non è neanche giusto dire: mi sono svegliato incazzato, ti sei svegliato e poi, in un attimo, hai fabbricato i tuoi motivi di rabbia. E se metti la sveglia per andare a fare un attentato di buon’ora, beh, fino a quando la sveglia non trilla sei innocente.

– Una gigantesca, unica ragione divideva il mondo in quelli che l’avevano, cioè tutti, e gli altri, e cioè tutti.

– La morale è: non dobbiamo ridere quando siamo contenti noi, ma quando sono contenti loro.

– Guardali bene. Guardali negli occhi. Hanno bei vestiti, belle etichette, begli incarti, ma sono velenosi.

(ultimamente prendo citazioni o disegni di altre persone, ma fidatevi che se vi dovessi scrivere quello che penso veramente vi ritrovereste mogimogi, tristitristi, altro che il finale di Margherita Dolcevita! Che comunque straconsiglio a tutti; l’avevo letto un paio di anni fa ma senza rifletterci molto: ora, invece, ha assunto un sacco di significati e ha molti messaggi nascosti. ((e poi assomiglio anche un po’ a Margherita, che se fosse vera però non sopporterei)) AAAH I LIBRI!)

 

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Post dedicato all’arte (Art Déco per l’esattezza!)

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Oggi voglio farvi conoscere un artista ma, soprattutto, i suoi quadri.
Dell’artista non so molto, so solo che il suo nome d’arte è Erté e che è russo. Io l’ho “conosco” da tanti anni ma ieri sera, mentre ero da sola a casa, malaticcia e stanca (YOO PARTY HARD DI SABATO SERA YOU ONLY LIVE ONCE), ho guardato un po’ i libri che ci stanno (a’ burinooo) ci sono nella libreria del mio salotto (e sono tanti! no non mi vanto, eh!) e ho trovato un libro di mia madre che già avevo visto ma mai aperto. Così, tanto per fare qualcosa, l’ho aperto e…

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Ok, non è successo niente di che, però WOW! I disegni sono bellissimi, si tratta di Art Déco (dopo che faccio la finta burina voglio fare l’intenditrice d’arte?), che è diventata uno dei miei stili preferiti, insieme al liberty (o Art Nouveau).

 

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Ovviamente questi sono solo alcuni dei dipinti/quadri/disegni che ha fatto e perciò vi lascio un link ad un sito dove potete vedere le altre sue opere se vi piacciono!

A presto!

 

 

Persone in metro, in cucina, a scuola, un po’ dovunque.

Una cosa che adoro è osservare le persone a loro insaputa, mentre fanno cose quotidiane.

Mi piace osservare i miei compagni assorti a leggere un libro in silenzio in classe, mia madre che cucina, mio fratello che (se) studia, gli studenti nei corridoi della scuola.

Ma penso che il mio posto preferito per osservare le persone sia la metro: quando in inverno devo aspettare l’autobus e fuori fa freddo così invece di aspettare fuori al freddo continuo sulla verde, poi scendo e torno indietro, giusto giusto per l’autobus. Io trovo che sia rilassante osservare la gente che cerca posto, che sistema la borsa, che ride, che litiga. Mi piace quando la gente si rivolge a me, come quella volta che un’anziana mi ha chiesto delle cose riguardo al suo cellulare (“Perché voi ragazzi siete tutti bravi con queste cose!”), quando una bambina mi ha chiesto a che fermata scendevo o quando ho incontrato lo stesso ragazzo che avevo visto il weekend prima mentre facevo un giro in città. Mi piace davvero tanto.

E io allo stesso  tempo disprezzo e amo la gente. Non mi voglio confondere con loro per non rovinarmi e per non disturbarli.

Quindi mi limito a guardarli da lontano, come fossi a teatro, una spettatrice.