Questa è Federica

“Ciao, mi chiamo Federica, e il pomeriggio dopo scuola mi piace guardare Amici mentre mi preparo la piadina.”

Margherita Dolcevita, peso più in mutande che vestita

– E ci sono periodi molto maperò nella vita. Il fiume degli eventi ristagna e non si sa quale direzione prenderà, e andiamo alla deriva in acque torbide. Poi l’acqua diventa limpida, il torrente scorre, e tutto torna trasparente.

– Allora io raccolgo i chilometri di pellicola della mia vita, mi ci avvolgo come nelle spire di un serpente e alla fine trovo quel pezzo di racconto. Cerco di togliere via il troppo dolore, e la futilità, e i particolari superflui, tanto so che torneranno poco alla volta.

– Dobbiamo chiudere gli occhi? Dobbiamo perdonare, poiché ognuno vive di briciole? Dobbiamo pensare che tutto ciò che ci tormenta è ben piccola cosa visto dalle lontanissime stelle, Altazor, Grapatax, Mab, Zelda e Dandelion? Oppure, proprio perché siamo piccola cosa, dobbiamo combattere per la nostra briciola di giustizia, o le stelle crolleranno?

– Ma quando dormiamo siamo tutti uguali, morfeonauti inermi nel colorato gorgo, e non conta cosa si sogna, se no saremmo tutti in galera. E non è neanche giusto dire: mi sono svegliato incazzato, ti sei svegliato e poi, in un attimo, hai fabbricato i tuoi motivi di rabbia. E se metti la sveglia per andare a fare un attentato di buon’ora, beh, fino a quando la sveglia non trilla sei innocente.

– Una gigantesca, unica ragione divideva il mondo in quelli che l’avevano, cioè tutti, e gli altri, e cioè tutti.

– La morale è: non dobbiamo ridere quando siamo contenti noi, ma quando sono contenti loro.

– Guardali bene. Guardali negli occhi. Hanno bei vestiti, belle etichette, begli incarti, ma sono velenosi.

(ultimamente prendo citazioni o disegni di altre persone, ma fidatevi che se vi dovessi scrivere quello che penso veramente vi ritrovereste mogimogi, tristitristi, altro che il finale di Margherita Dolcevita! Che comunque straconsiglio a tutti; l’avevo letto un paio di anni fa ma senza rifletterci molto: ora, invece, ha assunto un sacco di significati e ha molti messaggi nascosti. ((e poi assomiglio anche un po’ a Margherita, che se fosse vera però non sopporterei)) AAAH I LIBRI!)

 

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Post dedicato all’arte (Art Déco per l’esattezza!)

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Oggi voglio farvi conoscere un artista ma, soprattutto, i suoi quadri.
Dell’artista non so molto, so solo che il suo nome d’arte è Erté e che è russo. Io l’ho “conosco” da tanti anni ma ieri sera, mentre ero da sola a casa, malaticcia e stanca (YOO PARTY HARD DI SABATO SERA YOU ONLY LIVE ONCE), ho guardato un po’ i libri che ci stanno (a’ burinooo) ci sono nella libreria del mio salotto (e sono tanti! no non mi vanto, eh!) e ho trovato un libro di mia madre che già avevo visto ma mai aperto. Così, tanto per fare qualcosa, l’ho aperto e…

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Ok, non è successo niente di che, però WOW! I disegni sono bellissimi, si tratta di Art Déco (dopo che faccio la finta burina voglio fare l’intenditrice d’arte?), che è diventata uno dei miei stili preferiti, insieme al liberty (o Art Nouveau).

 

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Ovviamente questi sono solo alcuni dei dipinti/quadri/disegni che ha fatto e perciò vi lascio un link ad un sito dove potete vedere le altre sue opere se vi piacciono!

A presto!

 

 

DI SOLITO mi ricordo i compleanni

Oh cavolo! Quello che ho sussurrato oggi quando ho scoperto che ieri facevo 2 anni qua su WordPress! Ok potrà sembrare drastico, però a me piace festeggiare le ricorrenze, e mi da’ fastidio il fatto che io l’abbia dimenticato! Due anni fa andavo in 3^ media (*leva la lacrimuccia che scende dall’occhio*), e probabilmente a quest’ora giocavo a dei giochi su internet o ero stravaccata sul letto a non fare niente: non sono cambiate molte cose da allora! Ora, invece, sono in 2^ superiore, e, da ragazza matura, faccio i compiti. Che non ho fatto per 15 giorni di vacanza. Forse è meglio dire “da ragazza procrastinatrice matura”, che sembra che la procrastinazione sia matura in me (ve lo giuro che non sono ubriaca o drogata, è solo che domani ricomincia la scuola e io non voglio andarciii). Che poi, vi sembra normale, come compito di scienze per le vacanze, assegnarci un elemento a testa e farci scrivere una storia su di esso??? Bè a me no, però sono lo stesso qui a scrivere la storia sul Potassio che mangia banane e che incontra Cloruro e che si innamora, liberandosi dalla sua routine quotidiana. Si “insaporiscono” la vita a vicenda. (Capita? Perché il cloruro di potassio diventa un tipo di sale!).

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Lo so che la lettera del potassio è la K e del cloruro… Non lo so però dai! lei ha le ciglia! Dovrei mettere l’immagine nella storia? Io mi sa che la metto!

Alla prossima!

 

i Nomi

Che strani che sono i nomi. A volte definiscono una persona mentre altre volte sono l’esatto opposto. Ce li affibiano due persone appena nati e ci rimangono appiccicati per tutta la vita! A voi è mai capitato di notare le stesse caratteristiche nelle persone con lo stesso nome? A me sì, ed infatti tutte le Elisabetta/e che ho conosciuto mi stanno antipatiche, e con tutte le Aurora/e ho un buon rapporto.

Certi nomi portano con loro un’aria di mistero, altri di serietà e altri di serenità. Il mio (abbinato al mio cognome) porta un’idea, a mio avviso, di italianità e di bontà (si capisce cosa intendo?).

Con il mio nome ho frequenti alti e bassi: mi piace perché è originale ma comunque vecchio, mi piace il suono ma è troppo lungo, mi piacciono le mie abbreviazioni ma non quando le sbagliano. A scuola, poi, i miei professori si confondono con il mio cognome e quindi mi chiamano Martina >.<

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A volte mi piacerebbe cambiare nome, e con loro la mia personalità: sarei una Dalila con un carattere forte, una Celeste sognante, una Beatrice aggraziata (anche se tutte le Beatrice/i che ho incontrato sono tutto tranne che aggraziate) o una Zoe tutta sprint.

Alla fin fine mi piace avere il mio nome, anche perché, tralasciando il significato biblico, tutti dicono che mi si addice molto e che riflette quello che sono, perché sono buona. Benedetta la Buona.

A voi piace il vostro nome? Lo vorreste cambiare qualche volta?

A presto

Benedicte (o Benedetta? :p )

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p.s. Questo post è stato ispirato dal film “Caos calmo”, che consiglio vivamente!

La triste storia di una ragazza che balla spensierata nella sua camera ma che viene sopraffatta da un dolore inaspettato

Ci sono certi momenti in cui proviamo un dolore atroce. Un dolore che si diffonde fino alle mezze-punte dei capelli, da quanto è forte. E’ un dolore a cui non possiamo resistere, dal quale non possiamo scappare o difenderci.

E’ il dolore del mignolino che sbatte contro lo spigolo di un mobile.

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