La triste storia di una ragazza che balla spensierata nella sua camera ma che viene sopraffatta da un dolore inaspettato

Ci sono certi momenti in cui proviamo un dolore atroce. Un dolore che si diffonde fino alle mezze-punte dei capelli, da quanto è forte. E’ un dolore a cui non possiamo resistere, dal quale non possiamo scappare o difenderci.

E’ il dolore del mignolino che sbatte contro lo spigolo di un mobile.

aia

Meglio stare zitti o reagire?

Con addosso una maschera della Lush e come sottofondo i Gorillaz mi chiedo: ma le persone apprezzano il mio aiuto?

Fin da piccola ho sempre preso le difese di chi, vicino a me, veniva umiliato o subiva un’azione ingiusta; se ero io la vittima era più diverso, perché quando ero piccola ero piuttosto condizionabile e quindi a volte subivo delle azioni ingiuste (ma ho avuto una bella infanzia, non vi preoccupate! ahaha). Ora, con il tempo sono diventata più rispettosa nei miei confronti e quindi non mi piace essere umiliata o presa in giro, e reagisco.

Comunque, dicevo che spesso nella mia vita ho preso le difese di un mio amico o conoscente che veniva umiliato o preso in giro e i “bulli” non mi attaccavano quando mi mettevo in mezzo, ma era come se provassero timore o, meglio, fossero stati presi alla sprovvista, pensando che nessuno potesse fermarli dal fare quello che stavano facendo, e questo mi recava (mi reca!) una sensazione di calore al cuore, una cosa bellissima che non riesco a descrivere (anche se un paio di mesi fa una ragazza è stata presa in giro davanti a me e io non ho fatto niente, per paura che quei ragazzi se la potessero prendere anche con me, e una parte di me dice che è meglio che io mi sia comportata così, perché non sono l’angelo custode di nessuno, ma l’altra parta mi reputa codarda).

E mi chiedevo se alle persone che io ho aiutato abbia fatto piacere il mio aiuto. Magari pensavano “cosa c’entra lei” oppure “potevo difendermi da solo”. Il fatto è che io, che comunque sono una persona abbastanza pacifica, che non riesce a tenere molto bene una discussione tra l’altro, non penso che le persone che ho aiutato con piccoli gesti ce l’avrebbero fatta da soli a difendersi. E’ principalmente questo il motivo che mi spinge ad aiutarli, a dargli una spinta, a fargli notare che non è giusto subire in silenzio. O no?

Ora sto leggendo un libro scritto da un monaco buddista il quale scrive che stare zitti e fare uscire l’insulto da un orecchio all’altro è la cosa migliore da fare: però, e non so se questo pensiero mi renda infantile, non è meglio rispondere? Non insultando o offendendo, anche solo cercando di ragionare, soprattutto facendo capire che non ci si deve sentire liberi di offendere a destra e a manca.

Fatemi sapere la vostra opinione nei commenti, perché è un argomento su cui sto riflettendo molto ultimamente e vorrei sapere come la pensate voi.

A presto! 😀

vi lascio questa foto dei miei due gatti che, da piccoli, giocavano alla lotta. Mi fa sorridere perché Ciccio è tutto preso dal gioco mentre Spillo lo guarda tipo "dafuq?"
vi lascio questa foto dei miei due gatti che, da piccoli, giocavano alla lotta. Mi fa sorridere perché Ciccio è tutto preso dal gioco mentre Spillo lo guarda tipo “dafuq?”

Post inutile, scritto per non studiare, però leggetelo!

Ciao amici! Accattivati dal titolo?

Eccomi qua, poco tempo dopo l’ultimo post scritto. its-a-miracle

Ho notato che ho due modi di scrivere, ben distinti: uno è quello più “sciallo”, passatemi il termine, con cui la maggior parte delle volte scrivo cose mi capitano o liste (io amo le liste!), mentre l’altro è quello serio, che a me suona anche triste.

Oggi sono qua con quello sciallo! (io odio la parola sciallo/a, pero non so quale altra parola potrei usare!). E sono qua con una lista, di cose a casissimo. Ci tengo ad evidenziare che la voglia di scrivere liste è stata causata da questa fantastica blogger, della quale ho letto tutti i post nell’ultima mezz’ora. download

– Io ora dovrei studiare i paradigmi di tedesco. DOVREI. E dovrei studiare per una verifica di educazione fisica (EDUCAZIONE FISICA!).

– Sto masticando una delle cose più buone che abbiano mai inventato (è una cosa naturale ndr) ((o almeno credo ndr)) ovvero i bastoncini di liquirizia. Li ho comprati alla Fiera Artigianale, a  Rho, ed è stato un bel affare perché i bastoncini sono lunghissimi e costavano poco! (le cose appaganti della mia vita…).

– Mi chiedevo come mai la gente che si siede vicino a me sui mezzi puzza. SEMPRE. Io credevo fosse solo una leggenda metropolitana ma cavolo se non lo è!

 

In pratica questo post è gia finito perché è un post molto inutile ma che mi andava di fare per inserire qualche immagine e per non studiare.

ehgggià

Ahhh se la vita fosse un film!

“Vorrei avere un’altra vita”
“Vorrei avere un’altra vita”
E poi domani mattina mi sveglierei nel corpo di un’altra ragazza, e dopo qualche giorno capirei le cose e le persone importanti che ho nella mia vita e mi risveglierei nel mio solito corpo, e correrei ad abbracciare i miei genitori e mio fratello, che anche se si comporta da stronzo mi abbraccerebbe comunque. E poi l’inquadratura si allontanerebbe dalla mia casa, di sottofondo una musica tranquilla, e si sa che andrà tutto bene.
Ahhh se solo la vita fosse un film!

YOYO (edems diventa Benedicte)

Dico che scrivo e poi non lo faccio.
“E menomale!” direbbe la mia prof che ha dato un 6 tondotondo al mio ultimo tema (non me lo meritavo dai!). Scrivo per aggiornarvi (ammettilo Benedicte, lo fai per mettere apposto i tuoi pensieri):
-vi avevo detto perché avrei cambiato l’URL del blog ed ecco la spiegazione: edems non sono più io. Sono cambiata molto e in quel nickname creato 2 o 3 anni fa non mi ci rivedo più. Così opto per Benedicte, come mi chiama a volte mia madre e come mi chiamano – senza “e” però – i miei amici e compagni di scuola. Ho tolto anche la scritta edems dal muro della mia camera: da questo passiamo ad un altro punto
– Ho intenzione di rifare la camera! O meglio, ridipingerla. Vorrei farla blu, non tutta la parete però, solo metà, come da quando sono nata, e con una striscia adesiva che divide il muro bianco da quello colorato. La striscia la vorrei sui toni del bianco e così anche le tende e la carta da parati che ricopre l’armadio. Il pezzo forte è il lenzuolo tie dye che devo fare (sui toni bianchi azzurri blu viola) e appendere sul muro sopra al mio letto, che è molto grande. Poi avrei voluto dipingere di blu anche il soffitto e disegnarci delle stelle ma i miei operai – ciao pa’! – si oppongono. Vi terrò aggiornati
– Ultimamente parlo molto spesso e volentieri di scuola: “speriamo di aver preso la sufficienza nella verifica di latino!” (speriamo davvero!), “matematica andrà male sicuro”, “oh sono proprio soddisfatta di questa interrogazione” etc Mi crogiolo nei pensieri scolastici e non mi tira fuori più nessuno.

Questo è tutto per oggi, alla prossima!

Giro in città

Wie geht’s? A me va tutto bene, anzi benissimo oggi: ho fatto un giro in città dato che dovevo ritirare dei libri per le vacanze (sigh) e ne ho approfittato per fare un giro. Ora sono al parco, dove ci resterò un po’, e ho intenzione di leggere un libro. Arrivare qua non è stato facile, perché un tram (quello che mi serviva principalmente!) è sospeso perché stanno facendo dei lavori, quindi mi sono dovuta arrangiare con gli autobus e la metro. Di fianco a me ho due ragazze straniere (ho cercato di capire la lingua ma non ho capito, sembrano dell’Est Europa) e una famiglia, anche lei dell’Est Europa. In un negozio c’era una famiglia tedesca e sembrava molto simpatica e volevo dirle che studio tedesco e che ero felice che avessero vinto i mondiali (…enfatizziamo un po’) però alla fine ho detto “Nah, sarà per la prossima volta”. Purtroppo non ho visto i gatti che ci sono di solito qua, girano dove una volta c’era il fossato del castello.
Vi auguro una buona giornata (e buona sera dato l’orario!)

P.s. io pensavo che enfatizziamo si scrivesse con una z sola!
P.p.s cavolo dovevo portare un telo per stendercimi sopra!
P.p.p.s. dei ragazzi hanno approcciato le ragazze straniere.

image

edems

Persone in metro, in cucina, a scuola, un po’ dovunque.

Una cosa che adoro è osservare le persone a loro insaputa, mentre fanno cose quotidiane.

Mi piace osservare i miei compagni assorti a leggere un libro in silenzio in classe, mia madre che cucina, mio fratello che (se) studia, gli studenti nei corridoi della scuola.

Ma penso che il mio posto preferito per osservare le persone sia la metro: quando in inverno devo aspettare l’autobus e fuori fa freddo così invece di aspettare fuori al freddo continuo sulla verde, poi scendo e torno indietro, giusto giusto per l’autobus. Io trovo che sia rilassante osservare la gente che cerca posto, che sistema la borsa, che ride, che litiga. Mi piace quando la gente si rivolge a me, come quella volta che un’anziana mi ha chiesto delle cose riguardo al suo cellulare (“Perché voi ragazzi siete tutti bravi con queste cose!”), quando una bambina mi ha chiesto a che fermata scendevo o quando ho incontrato lo stesso ragazzo che avevo visto il weekend prima mentre facevo un giro in città. Mi piace davvero tanto.

E io allo stesso  tempo disprezzo e amo la gente. Non mi voglio confondere con loro per non rovinarmi e per non disturbarli.

Quindi mi limito a guardarli da lontano, come fossi a teatro, una spettatrice.

18_02 -Fotografia, Disneyland e Blog-

Ok, sono molto felice della considerazione ricevuta lo scorso post *inserire ironia qui*. Scherzi a parte, alla fine scrivo per liberarmi, quindi.. Ora mi vorrei tanto immaginare come in quei film dove la ragazza scrive al computer e la sua voce detta nella mente, mentre loro scrivono a razzo. Unicamente impossibile, dato che per scrivere quella frase ho dovuto cancellare e riscrivere un po’ di volte…

Ciancio alle bande oggi la prof di inglese ha detto che non si dovrebbe avere un blog perché potremmo scrivere qualcosa di cattivo e LA persona (o una a caso) potrebbe offendersi e noi passeremmo dalla parte del torto. Se la mia amica delle scarpe o quella omofoba lo venisse a sapere…

Ultimamente mi piace un sacco guardare video su YouTube, che riguardano un po’ di tutto (nell’ultimo periodo sto in fissa con le recensioni dei libri).

Sono andata a Disneyland Paris, magari un giorno vi metto le foto che ho scattato. Grazie a questo viaggio mi sono (ri)accorta quanto mi piaccia fotografare, davvero, una passione.

Sono  ancora molto indecisa sul nome del blog, poi si vedrà… Buonanotte a tutti, vado a ripassare latino 😐

latino
canesecco aveva il mio stesso libro di latino uau

Gazzella all’attacco

Cari amici novitànovità.

Ho (ri)deciso (forse) di cambiare URL del blog, cambiandolo in un misterioso ‘giovane gazzella’.

Ora, sono ancora indecisa a riguardo, ma mi attira ASSAI. Il riferimento va a circa 4 anni fa, quando in vacanza con i miei in Tunisia, un ragazzo che portava i cammelli mi ha chiamato, in un italiano alquanto bizzarro, ‘giovane gazzella’. Ebbene, a dirla tutta, le gazzelle non mi piacciono granché, ma il l’aggettivo cambia il nome, e chissà perché io ho sempre pensato mi avesse chiamato ‘agile’, ma poi questa idea è stata smentita da mia madre. In effetti, perché avrebbe dovuto chiamarmi agile? Già la visuale di una mini-me che sale su un cammello avrebbe dovuto fargli capire qualcosa, quindi per non essere cortese, avrà declinato ad una ‘giovane’ gazzella.

Dopo il mio sproloquio senza senso ma liberativo (?) vi lascio, e, PER FAVORE, commentate qua sotto se vi piace il nome, se non vi piace, se volete adottare uno dei miei due gatti, se anche a voi piace guardare video su YouTube o se anche voi avete trovato il mio ‘per favore’, scritto in maiuscolo, abbastanza pietoso

edems / giovane gazzella